Why selling Andre Silva would be a rash move by AC Milan

Andre Silva‘s first season with AC Milan didn’t turn out as expected, having arrived from Porto for a fee of nearly €40m. 

The fans and the management, given his transfer fee and statistics with Porto as well as Portugal, had hoped that the 22-year-old would be the man to bag all the goals up front.

However, after a more than decent start with the Rossoneri during the Europa League qualifiers, the fans quickly discovered his main weakness.  Continue reading

Patrick Cutrone Rediscovers the Back of the Net for Milan

The Rossoneri strung together their second straight win on the weekend – a 4-1 beating of Hellas Verona. With the defeat, Verona sealed their fate of relegation to Serie B, while Milan leapt into a sixth place position sufficient enough to qualify for next season’s UEFA Europa League competition.

Prior to his 32nd minute goal to double Milan’s lead, striker Patrick Cutrone found himself in arguably the worst drought of his young career, having been scoreless in six matches since March 18th against, ironically enough, Verona’s rival Chievo.

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Assessing Massimiliano Mirabelli’s First Season As AC Milan’s Sporting Director

The 2017-18 Serie A campaign came with high expectations for not only a thrilling title race and battle for top four honors, but also the revival of a fallen giant – AC Milan.

Entering the season, the Rossoneri underwent wholesale changes amidst a massive summer spending spree. Under new owner Li Yonghong and his ambitious Chinese investment group, CEO Marco Fassone and sporting director Massimiliano Mirabelli were the braintrust of a €200 million squad overhaul, trekking all over to secure the signatures of players who could bring Milan back to relevancy in not on Italy, but Europe.

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La top 11 della Serie A

Paulo Dybala

Tante conferme ed alcune sorprese in questa prima parte di stagione in Serie A. Andiamo a scoprire la top  11 da vicino schierando la nostra ideale formazione con un ultraoffensivo 3-4-3.

HANDANOVIC:  Con sole 11 reti subite il portiere sloveno guida la difesa meno battuta del campionato. Le sue prodezze hanno salvato l’Inter più di una volta. Indubbiamente il miglior numero 1 della Serie A.

MIRANDA: Se dalle parti di Handanovic si arriva con tanta difficoltà, buona parte del merito è della cerniera che Mancini gli ha creato davanti. Il brasiliano è stato il grande affare del mercato nerazzurro: un campione che ha cambiato il volto di un reparto disastroso nella scorsa stagione.

BARZAGLI: Con il suo ritorno in pianta stabile tra i titolari della difesa, la Juventus ha recuperato le vecchie certezze. Mai un sbavatura e sempre perfetto negli interventi è l’emblema della Juventus che non vuole mollare.

KOULIBALY: Pasticcione ed impacciato agli ordini di Benitez, Sarri è riuscito a trasformarlo in un leader della difesa dalla grande personalità. Se il Napoli ha subito solamente 13 reti, il merito è anche suo.

BONAVENTURA: Una delle poche note positive del Milan. Interno di centrocampo, esterno ed ala d’attacco: ovunque è stato impiegato l’ex atalantino ha sempre dato il suo contributo. Già 3 goal in stagione per lui.

SAPONARA: Completamente rivitalizzato da Gianpaolo, l’ex milanista è il punto fermo di un Empoli che sta facendo faville. Con 5 gol in campionato, si candida per un posto anche in Nazionale.

VECINO: Nel sistema ideato da Paulo Sousa magari non sarà il più appariscente, ma è fondamentale per gli equilibri di tutta la squadra. Pedina-chiave dal rendimento finora altissimo.

“PAPU” GOMEZ:  Con 5 reti messe a segno è il capocanonniere degli orobici. Autentico motorino sulla fascia destra, ha saputo sfruttare alla perfezione la sua velocità per mandare in gol i compagni.

HIGUAIN: I numeri parlano per lui. Capocannoniere con 16 gol (più della metà di tutto il Napoli) in 17 partite: una sentenza. Senza ombra di dubbio il miglior attaccante del nostro campionato.

DYBALA: Dopo un inizio in sordina il talento argentino è esploso, guidando la rimonta della Juventus a suon di gol, sono già 8 quelli messi a segno. Con Mandzukic forma probabilmente la coppia d’attacco più forte del campionato.

KALINIC: La sorpresa del campionato: arrivato in punta di piedi per sostituire Gomez, il centravanti croato si è preso la scena realizzando 10 reti ed oscurando la stella di Giuseppe Rossi.

Kalinic, l’uomo in piu’ della Fiorentina

Si e’ fermata la corsa della Fiorentina, ma non quella di Nikola Kalinic: l’attaccante croato continua a far sognare i tifosi viola a suon di gol – sono gia’ nove dopo la doppietta messa a segno con l’Empoli e i paragoni con una leggenda come Batistuta iniziano ad affiorare. E’ lui l’anti Higuain, il terminale perfetto di questa Fiorentina costruita da Paulo Sousa che sogna lo Scudetto. E dire che con i toscani era partito dalla panchina: poi complice lo svantaggio iniziale il tecnico portoghese l’ha buttato nella mischia ad inizio secondo tempo e con una doppietta, la prima messa a segno con la maglia Viola, ha salvato la Fiorentina da una sorpendente sconfitta. E nel finale ha pure sfiorato la tripletta (già messa a segno a San Siro contro l’Inter, era il 27 settembre), ma il suo bolide si è stampato sulla traversa.

Quello di Nikola Kalinic è stato sicuramente l’acquisto più azzeccato dalla Fiorentina della scorsa estate, e tra gli affari più produttivi dell’intera Serie A: costato ai Della Valle 5,5 milioni (ha un contratto quadriennale) per prelevarlo in estate dal Dnipro, oggi ha una valutazione almeno doppia, se non addirittura tripla. Un affare gigantesco.

Arrivato in punta di piedi per sostituire il deludente Mario Gomez, Kalinic e’ senz’altro la rivelazione del campionato, avendo segnato nove gol in campionato che lo hanno proiettato al secondo posto nella classifica marcatori a braccetto con il sampdoriano Eder. Classe ’88, il giocatore croato rappresenta il protipo del centravanti moderno: conclude, fornisce assist, apre spazi per i compagni e lotta spalla a spalla con i difensori. Pur non possedendo doti eccelse a livello tecnico, a Kalinic e’ difficile togliere il pallone grazie ad un fisico imponente ed ad una visione di gioco intelligente, sempre votata a migliorare la qualita’ della manovra viola.  Sorprende infatti la sua efficacia realizzativa con 9 reti messe a segno in 17 conclusioni nello specchio della porta (53%) mentre quella totale si attesta al 29%.

“Nikola sta attraversando un momento magico. Si gode ogni giorno a Firenze ed è sempre più felice della scelta che ha fatto in estate. Ieri, nonostante i due gol, era molto dispiaciuto per il risultato. Un pareggio importante visto come si era messa la gara, ma che non ci voleva in ottica campionato. Ora deve continuare così e speriamo che anche la Fiorentina possa continuare la sua grande stagione su questi livelli”, ha dichiarato l’agente del giocatore croato Tomislav Erceg.

Con i suoi gol, la Fiorentina sogna in grande.

Ridimensionata, ma vincente: il curioso caso della Fiorentina

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C’è una favola dal nome Fiorentina in testa alla classifica della Serie A. Alzi la mano chi lo avrebbe pronosticato quest’estate: l’addio di Montella, la cessione di Gomez, la querelle con Salah e Joaquin avevano generato malumore tra i tifosi, che avevano veementemente contestato la società e il nuovo allenatore Paulo Sousa, dal passato juventino.  Le sconfitta con il Torino nella seconda giornata e quella in Europa League con il Basilea, sembravano dar adito ai critici, poi da lì la svolta:  quattro vittorie consecutive, incluso lo scalpo dell’ Inter capolista e viola in testa al campionato così come non accadeva dal 1999, gestione Cecchi Gori, con in campo campioni del calibro di Batistuta, Rui Costa ed Edmundo.

Oggi i tifosi si godono Kalinic, centravanti classe ’88, arrivato dal Dnipro, a segno nella scorsa finale di Europa League. Si era presentato con una rete in amichevole e con un sigillo in Europa League contro il Basilea. Poi l’esplosione in campionato: il gol al Bologna e la meravigliosa tripletta all’Inter. “Kalinic è forse una sorpresa per gli altri, non per noi. E poi piaceva tantissimo a Sousa, che lo conosce fin da quando aveva 18 anni: ha influito nella scelta e l’abbiamo portato silenziosamente a Firenze”, ha dichiarato il direttore sportivo della Fiorentina, Daniele Pradè.

Ma non solo Kalinic, tutte le scelte di mercato si sono per ora rivelate azzeccate: Blaszczykowski ha sostituito degnamente Joaquin, Astori non sta facendo rimpiangere Savic, Tatarusanu ha già fatto dimenticare Neto. E gli altri addii hanno aperto spazi importanti per i giovani: Babacar e Badelj sono già pilastri della formazione viola, presto potrebbe esplodere Bernardeschi, uno dei migliori talenti del panorama italiano. Sempre in attesa di capire se e quanto sarà possibile recuperare il vero Giuseppe Rossi.

Può questa Fiorentina puntare allo Scudetto? Sulla carta ci sono squadre più forti dei gigliati, ma in un campionato che stenta a trovare un leader, i viola hanno l’obbligo morale di crederci. “E’ una grande soddisfazione vedere che i ragazzi lavorano bene e raccolgono i frutti- ammette Sousa – per lo scudetto però dobbiamo essere realisti, ci sono squadre più attrezzate di noi. Anche se non mi tiro indietro e affronteremo le gare con un solo obiettivo: vincere”.